L’arancia amara, coltivata fin dal secolo IX dagli arabi, è il frutto dell’ibridazione tra due altri agrumi, vale a dire il pomelo (Citrus Maxima, così chiamato per le dimensioni molto ampie) e il mandarino.

Poco conosciuto ai più a causa del sapore molto forte e amaro che ne impedisce il consumo diretto. Questa varietà è ampiamente impiegata in cosmetica e farmaceutica. Nell’industria alimentare viene utilizzata per preparare marmellate, frutta candita, liquoreria e per la produzione di aromi. Dai fiori di questa pianta si estrae la profumatissima essenza di zagara utilizzata, oltre che ai già citati ambiti, anche in pasticceria.

Quindi poco cosciuto ma molto utilizzato e soprattutto, nella seconda metà del XIX secolo, ha salvato la cultura dell’arancio che conosciamo, infatti è stata utilizzata in maniera massiccia come portainnesto per evitare i danni causati dai funghi del genere Phytophthora che stava falcidiando le culture di tutte le arance dolci.

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